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Arte - Mostre
OLEG DERGACHOV
rassegna di sculture, disegni, litografie dell'artista ucraino di Leopoli

 Artista d'avanguardia della realtà ucraina contemporanea, Dergachov espone a Padova disegni e statue bronzee. Attraverso ironia e caricatura egli recupera mito e fantasia; le storie e i personaggi che rappresenta prendono vita dalla sua stessa città, e facendo volare la sua fantasia tra i vicoli del centro storico e oltre i tetti delle case riesce a raggiungere la libertà e la felicità.     

Oratorio San Rocco, Padova
Periodo: Dal 5 maggio al 2 giugno
Apertura: 9.30 - 12.30; 15.30 - 19 dal martedì alla domenica
Info: 0498204546
 caporellop@comune.padova.it
Ingresso:

GENTE
30 opere olio su tela che rappresentano uomini e donne colti in diversi momenti dell'esistenza

 L'oggetto dell'arte diventa la condizione umana, la gente che si incontra in luoghi comuni e reali.     

Ex Scuderie di Palazzo Moroni, Padova
Periodo: Dal 18 maggio al 9 giugno
Apertura: 9.30 - 12.30; 15.30 - 18 dal martedì alla domenica
Info: tel 0498204547
 dadamop@comune.padova.it
Ingresso:

Terre del Mekong e Indocina - Il Bamboo nelle terre del Buddha
la mostra, inaugurata sabato 18 maggio, apre un interessante squarcio sulla cultura orientale della lavorazione del bambù

 In esposizione duecento pezzi fra cui, oltre a diverse opere in bamboo, sculture in pietra, bronzo e marmo, vasi, ceramiche, lampade. La mostra è stata realizzata dall'associazione no profit 'Idee, cultura etica e Progetti', che opera da svariati anni nelle zone disastrate dell'Indocina con progetti di sostegno sociale ed economico tramite l'allestimento di laboratori finalizzati alla produzione e all'esportazione di oggetti artigianali.     

Via Trieste 26, Padova
Periodo: 18 Maggio - 15 Giugno
Apertura: Aperto dal lunedì al venerdì ore 14 - 19. Domenica chiuso
Info: 049 655278 - 339 4227995
 mekong1@virgilio.it
Ingresso: ingresso libero

Marco Zago. Frammenti quotidiani
Si inaugura oggi la mostra di Marco Zago promossa dall'Ass. alla Cultura e a cura di Enrico Gusella. Cinquanta immagini divise in due sezioni, “Discoteca” e “Il quotidiano"

 Il titolo della prima serie (Discoteca) indica l’ambiente in cui le fotografie sono state scattate; la dimensione temporale di questo ambiente particolare e “nuovo”, la discoteca appunto, è data dalla sequenza di frammenti che il fotografo riesce a comunicare traducendo l’atmosfera di luce pulsante. Marco Zago usa in queste foto le tecniche della doppia, tripla o quadrupla esposizione in “open flash”, che gli offre il mezzo adatto ad ottenere immagini definite, ma intersecate tra loro, come appaiono nella realtà di una illuminazione quasi stroboscopica, riuscendo così a strutturare un gioco di forme secondo un ordine geometrico chiaramente riconoscibile, e non un casuale accostamento di elementi privi di gerarchia e struttura. Ciò che appare più interessante nella sequenza di Marco Zago, al di là della pur ineccepibile riuscita tecnica, è la realtà linguistica che egli mostra di usare con successo di fronte ad una materia quanto mai complessa.
Anche la sequenza “Il quotidiano” si distanzia dalla visione tradizionale della fotografia, evidenziando così non una realtà già ordinata e compiuta, ma le tante frazioni di cui essa è composta. Soggetto di questo gruppo sono quindi le tante, infinite azioni che una persona qualsiasi compie in una giornata conferendo a queste azioni, prodotte il più delle volte distrattamente, una inedita dignità. La serie riflette quella tendenza dell’arte contemporanea che procede attraverso processi di destrutturazione che restituiscono uno “sfarsi” della visione del mondo, speculare all’antico processo positivo della costruzione del senso; accettando forzatamente il non senso, il non essere, l’illusorio apparire non della “forma” ma delle forme; accidentali, fantasmatiche, labili apparizioni che la ragione non afferra.
     


Periodo: 17 Maggio - 22 giugno 2002
Apertura: lunedì – sabato: 10 – 13; 16 – 19. Chiuso domenica e 13 giugno. Infotel. 049 8755212 fax 049 661030
Info:
 gusellae@comune.padova.it
Ingresso: Ingresso libero

I COLORI DEL SACRO nell’illustrazione per l’infanzia - Rassegna internazionale
Dio e dei in punta di pennello: a Padova, nella mostra “I Colori del Sacro”, i grandi maestri dell’illustrazione per l’infanzia raccontano le diverse religioni del mondo

 Nelle sale del rinnovato Museo Diocesano, la coloratissima e suggestiva galleria di immagini fa rivivere episodi delle Sacre Scritture accanto alla raffigurazione dei miti orientali, i credo animistici dell’Africa e dell’America del Sud, le rappresentazioni dell’”Assoluto” nel mondo religioso giapponese, le storie della mitologia classica. Le tavole, tutte originali, sono state create da una sessantina di maestri dell’illustrazione internazionale per l’infanzia: alcune già riprodotte nelle diverse edizioni dei libri illustrati per i quali sono state concepite, altre create appositamente per questa mostra da artisti che hanno voluto misurarsi con il non facile tema del “Sacro”. I grandi episodi biblici, della vita di Cristo e dei Santi, divengono soggetto delle raffinate tavole nelle opere dei maestri della grande scuola d’illustrazione dell’Est europeo, quali il bulgaro Ivan Gantschev o la slovacca Konceková; più intima e mediterranea è invece la visione della religiosità italiana in maestri come Ferri, Cimatoribus e Manna. La cultura islamica fa da sfondo alle affascinanti ed esotiche tavole dell’artista turca Göknil, mentre la brasiliana Matilda Castanha propone rappresentazioni coloratissime e vitali per offrire allo sguardo dei bambini le divinità dei maestosi fiumi e delle grandi foreste. Diafani e rarefatti sono i richiami alle tradizioni religiose orientali nelle opere del cinese Feng Jiannan e del giapponese Shomei Yoh.     

23 marzo ore 11.30 inaugurazione ufficiale
Museo Diocesano, Palazzo Vescovile, piazza Duomo
Periodo: dal 24 marzo al 16 giugno
Apertura: tutti i giorni: 9.30 - 13; 15 - 19 (lunedì chiuso)
Info: Segreteria Museo Diocesano tel 049 652855; 049 8761924
 
Ingresso: Ingresso libero

Gigliola Bessega
si è aperta la mostra di pittura di Gigliola Bessega: fiori e ortaggi che ricordano un pò i quadri di Georgia O' Keeffe, un pò l'arte del macrorealismo

 Esposte le tele di Gigliola Bessega: fiori e ortaggi come rose, tulipani, verze, radicchio sono ritratti sontuosamente in uno stile macropittorico dove i particolari di foglie e petali, venature, forme, pieghe e colori sono espressi al meglio. Nasce dalle opere della pittrice l'idea di una natura feconda ed espansiva; una forza che rivela, nel suo ripetersi di forme e strutture, l'esistenza sotterranea di un'unica energia che attraversa ogni forma della natura, dalle piante, agli animali, all'uomo. E i fiori ritratti, che il processo di astrazione pittorico ha spogliato di ogni legame con la natura, tornano paradossalmente a essere vivi proprio sulla tela, 'antropomorfizzandosi' attraverso i nomi che l'artista ha loro assegnato. Quelle che potrebbero sembrare delle colorate nature morte o delle perfette fotografie acquistano attraverso il titolo e la didascalia un senso, una valenza semantica ben precisa. Così spunta «Madame Stoeklin», una rosa carnosa, e «Hibiscus», un fiore solare che cattura l'energia della luce, mentre il «Labirinto» è una sezione di cavolo verza, «Presenza vegetale» è una foglia di radicchio, «Ondate di Rosa» sono petali crescenti che ''s’infrangono come onde di un mare rosso e giallo. Onde che si muovono come un sentimento che ci avvolge, pieno di calore e passione...''      [S. P.]

Gigliola Bessega è nata a Padova il 19 novembre 1961 dove attualmente vive e lavora. Dopo “L'Accademia di Belle arti” a Venezia, l'artista inizia un percorso di studio attraverso corsi di filosofie, discipline orientali e naturalistiche. Nelle sue opera si rintraccia il costante percorso di ricerca dell'energia della materia.
Galleria La Rinascente di piazza Garibaldi, Padova
Periodo: 10 maggio - 30 giugno
Apertura: 9-21, chiuso il lunedì mattina e la domenica
Info: non specificato
 
Ingresso: ingresso libero

Cerchio della salute” - Una mostra e un libro sulla sanità padovana
Un viaggio nel “pianeta salute” della città di Padova, visto con gli occhi di un reporter di professione, Enrico Bossan, fotografo padovano dell’Agenzia Contrasto

 Bossan, quarantaseienne, fotografo dalle tonalità cromatiche forti e peculiari che abitualmente pubblica su D-La Repubblica delle donne, Sette, Marie Claire, Time, Independent, è entrato nei reparti ospedalieri, nelle sale operatorie, nelle strutture sanitarie territoriali, negli ambulatori dei medici di famiglia, per mostrare una sanità più trasparente, più amica, e aspetti sconosciuti e privati del lavoro di molti operatori. Ma le sue foto riescono a raccontare anche la storia del rapporto della città con la sanità pubblica, un rapporto antico e consolidato, “fiduciario”, che nasce dalla consapevolezza dei cittadini che il sistema costituito dall’Azienda ULSS 16 e dall’Azienda Ospedaliera assieme alla Facoltà di Medicina dell’Università pone Padova ai vertici del sistema sanitario nazionale.
Enrico Bossan ha iniziato a realizzare reportages fotografici negli ospedali italiani dal 1996, documentando con passione la vita dei pazienti, e ricevendo il Premio Romeo Martinez agli Incontri di San Marino. Negli ultimi anni ha realizzato numerosi viaggi fotografici, tra cui un lungo percorso nelle città che si affacciano sul Mediterraneo. Attualmente è impegnato in una serie di viaggi in Africa -in collaborazione con alcune ONG- per una documentazione sui problemi sanitari della popolazione e i relativi aiuti internazionali
     

La mostra, e il libro pubblicato per l’occasione, sono state rese possibili dalla collaborazione del Comune di Padova, dell’ULSS 16 e dell’Azienda Ospedaliera di Padova, e hanno ottenuto il patrocinio della Regione del Veneto.
Galleria Civica di piazza Cavour, Padova
Periodo: 11 - 30 Maggio
Apertura: Ore 9.30 -12.30; 15.30 - 18.30
Info:
 
Ingresso: ingresso libero

Scarpe d’alta moda: tesori in Villa
Un’interessante proposta fra le opere di Andy Warhol, Allen Jones e per un tuffo nella mostra permanente della calzatura d’ autore

 Tra le ville visitabili anche nei giorni festivi, particolarmente apprezzabile è la secentesca Villa Foscarini-Rossi, a Stra (Ve). All’interno del complesso realizzato dall’architetto Vincenzo Scamozzi si possono visitare due strutture: la foresteria con i prestigiosi affreschi di Domenico De Bruni (1652), e la sede museale. Quest’ultima ospita sia le opere di importanti artisti d’avanguardia come Andy Warhol ed Allen Jones, sia la mostra permanente della calzatura d’ autore, in cui sono esposti i modelli dei più famosi stilisti d’alta moda come Dior, Yves Saint Laurent, Klein, Ungaro e Fendi. Il percorso, recentemente presentato nella ormai conclusa mostra alla Rinascente, è stato studiato per proporre la storia della moda attraverso la calzatura d’autore, mettendo in evidenza le scarpe con una storia particolare. Tra queste, la scarpa indossata da Sharon Stone il giorno del matrimonio, il modello disegnato da Roger Vivier per Marlene Dietrich, il ‘sandalo invisibile’ di Ferragamo, la famosa ‘Pilgrim’ di Y.S.L., e lo ‘stivale millerighe’ alto fino alla coscia proposto da Dior nel ’67.      Giovanna Milan

Villa Foscarini Rossi, via Doge Pisani ½, Stra (Ve)
Periodo: Mostra permanente
Apertura: lun. - ven. ore 9 - 12.30 e 14.30 - 18; sabato 9.30 - 12.30 e 14 - 18; domenica e festivi 10 - 18.45.
Info: 049 9800335 e 049 9801091
 
Ingresso: Bambini sotto gli 11 anni: gratis. Ridotto: dai 12 ai 18 ed oltre i 65 anni

'Sulla Pittura'
La pittura, inutile negarlo, e' lo scheletro dell’arte, la struttura portante che sostiene il codice visivo. Puo' tacere per lunghi periodi, celata dalla moda o da forme accattivanti come i linguaggi artificiali (foto, video, ecc.)

 Poi riemerge e, quasi a riempire un vuoto che aveva lasciato, ritrova nel cuore di tutti quel posto che sempre rivendica senza mezze parole. Anche gli artisti selezionati per la mostra “sulla pittura” alla Galleria Estro possono sembrare scomodi per quel “non avere assolutamente nulla in comune” (se non per grandi dimensioni delle opere) che elude puntigliose ricerche su contenuti e soggetti dei loro lavori. Ma questa "scomodità" riconduce proprio al centro della questione, alla peculiarità polisemica del "medium" pittorico, operante ai margini della rappresentazione.      

Opere di Manuel Baldini, Roberto Coda, Jesus Fernandez Rodrìguez, Sophie Franza, Eugenio Percossi, Manuela Sonzogno. Manuel Baldini è nato nel 1973 a Vicenza dove vive e lavora. Roberto Coda è nato a Biella nel 1975 e vive e lavora tra Biella e Berlino. Jesus Fernandez Rodriguez è nato nel 1973 a Granada dove vive e lavora. Sophie Franza è nata nel 1970 a Grenoble e vive e lavora a Venezia. Eugenio Percossi è nato ad Avezzano (Aq) nel 1974 e vive e lavora tra Roma e Praga. Manuela Sonzogno è nata nel 1966 a Milano dove vive e lavora.
Galleria Estro, via San Prosdocimo 30, Padova
Periodo:
Apertura:
Info: 0498725487
 estroarte@libero.it
Ingresso:

Elio Ciol - L'incanto della Visone
Promossa dall’Assessorato alla Cultura - Centro Nazionale di Fotografia, la rassegna presenta 130 immagini in bianco e nero del fotografo friulano che ha dato grande risalto alla cultura italiana degli ultimi cinquant’anni

 “L’incanto della visione ” è una mostra nella quale sono riassunte esperienze, situazioni, stati d’animo, di una fotografia che riesce sempre ad emozionare e che sul piano tecnico raggiunge spesso la perfezione. Le opere esposte illustrano il singolare discorso artistico del fotografo la cui attenzione è rivolta, sin dagli esordi, al paesaggio e al vario e mutevole dialogo che con esso si può intrattenere. La campagna friulana, la mistica Assisi, il Kenia, la Palestina, il lavoro nei campi, gli scenari urbani. Il paesaggio però non è mai pittorica e stereotipata descrizione della natura, ma espressione di un intimo e sacrale sentimento che è proprio dell’uomo prima che dell’artista. Da qui nasce il personalissimo linguaggio espressivo che nelle foto coniuga la fisicità e la spiritualità dei luoghi. Lavorare con il bianco e nero consente, poi, in fase di stampa, di intervenire sul soggetto, di interpretarlo attraverso un’ampia gamma di toni volti a smussare asprezze, e tesi a creare misteriose lontananze, in grado di trasfigurare la realtà in serena e poetica contemplazione.     

Più che 'reporter' Elio Ciol è comunque e prima di tutto fotografo del paesaggio: i suoi scatti lirici e incantati ci mostrano l'intenso rapporto dell'uomo con la natura e con la terra, soprattutto con la 'sua' terra: quel Friuli che Elio Ciol ci raccconta con l'arte di un poeta; i campi arati, le gelate invernali, le strade che si incurvano scoprendo le montagne all'orizzonte e poi la gente, visi franchi e freschi di persone qualsiasi, inconsapevoli, ma suggellate per sempre a testimoniare il tempo che fu. [S. P.]
Palazzo del Monte di Pietà, Piazza Duomo, Padova
Periodo: 16 aprile - 30 Giugno
Apertura: da martedì a domenica. Ore 9.30 - 12.30; 15.30 - 19. Chiuso il lunedì e 13 giugno
Info: 049 8755212
 gusellae@comune.padova.it
Ingresso: Intero 4 euro – ridotto 2 euro. Intero cumulativo 5 euro (con mostra Mario Giacomelli). Ridotto cumulativo 3 euro. Riduzioni per: studenti, Carta Giovani, Padova Card, Uno Magazine, altre carte. Ingresso gratuito fino ai 12 e oltre i 60 anni di

Mario Giacomelli: Poesia come realtà
Promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Naz.le di fotografia in collaborazione con Photology, la rassegna presenta circa 200 opere realizzate tra il 1963 e il 2000, che ne ripercorrono in modo esaustivo il percorso poetico

 Scomparso nel novembre 2000, la mostra e il relativo catalogo costituiscono l’ultimo progetto al quale Mario Giacomelli ha lavorato intensamente e con grande entusiasmo. Le opere (tutte cm. 30 x 40 stampate dall’artista) sono state ispirate all’artista marchigiano da una serie di poesie, arte di cui il fotografo è sempre stato costante lettore e grande appasionato. Dunque, ecco nascere sin dal lontano 1963 la serie “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, universalmente conosciuta come la serie “pretini”, un gruppo di immagini scattate nel seminario di Senigallia; ispirata a una poesia del 1948 di Padre David Maria Turoldo, un componimento che parla di solitudine, e alla solitudine si consegnano questi giovani votandosi alla vita religiosa. Tra il 1971 e il 1973 realizza la serie “Caroline Branson, da Spoon River”, raccolta di poesie di Edgar Lee Masters. “In Spoon River ho fotografato il ricordo; non è un riandare ai fatti, è la dimensione della memoria. Amarsi in mezzo alla natura, il tuo corpo è come un tronco d’albero, perdi il senso della carne. (...) Non puoi mentire alla fotografia. In Spoon River distruggo la realtà e fotografo il ricordo, deformo per rifare la realtà, quella che io vedo e scatto sono copie della realtà”. Tra il 1954 e il 1986 Mario Giacomelli realizza a Senigallia la serie di fotografie “Il Teatro della Neve”, ispirato dall’omonima poesia di Francesco Permunian composta tra il 1984 e il 1986. Ancora una volta si tratta di un testo la cui malinconia è mitigata solo dal carattere esile, essenziale dei versi, dal senso di rassegnazione che vi regna. Le immagini che Giacomelli associa a questa lirica propongono linee più squadrate e perpendicolari del solito; raramente si nota la presenza dell’uomo e comunque mai mescolata al mondo naturale.     

Museo Civico del Santo, Piazza del Santo, Padova
Periodo: Dal 20 aprile al 28 luglio
Apertura: martedì – domenica orario 10 - 19; lunedì chiuso.
Info: Segreteria organizzativa: tel. 049 661030 049 8755212; fax 049 661030
 gusellae@comune.padova.it
Ingresso: Ingresso: Intero 4 euro – ridotto 2 euro. Intero cumulativo: (con mostra Elio Ciol) 5 euro. Ridotto cumulativo: 3 euro. Riduzioni per: studenti, Carta Giovani, Padova Card, Uno Magazine, altre carte. Gratis fino ai 12 e oltre i 60 anni d'età

I Quadri di Torrieri - i 'Gioielli' di Rabarama, Licata, Berlingeri
in mostra le opere dell'artista svizzero alla New Art Gallery e alla Marcolongo i 'gioielli' di Licata, Rabarama e Berlingeri

 Torrieri, uno fra i più interessanti artisti concettuali, che ancora usa la pittura come medium di espressione. Rabarama, Licata e Berlingeri artisti saranno presenti alla vernice      

New Art Gallery - Galleria Marcolongo
Periodo: periodo indefinito
Apertura: 10 - 12.30; 16 - 19.30
Info: Piazzetta S. Niccolò - Via Dondi 35, Padova . Info 049 665447 - 660832
  http://www.danteartgallery.com/
Ingresso: libero