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| fotos de la obra, mapa, primer escrito explicativo español, escrito explicativo italiano de la muestra , Lizzano in Belvedere |
| TEXTO DE LA EXPOSICIÓN |
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Con questa mostra si chiude il nostro lungo itinerario, che, giovandosi dette nove 'stazione' preventivate, ha attraversato per quasi due mesi, la provincia di Bologna. E si chiude nel luogo geograficamente piú alto. Va subito detto allora che non si tratta di un traguardo in salita - di un 'gran premio della montagna' -, poiché vi giungiamo freschi, riposati e pronti, se sará possibile, a prendere il giro L'anno prossimo. Si, tutto é andato per il meglio, compresa la partecipazione del 'pubblico'. Ma é anche vero che su un punto siamo un poco in debito d'ossigeno, e riguarda l'integrazione quantitativa degli studenti del progetto Erasmus. Non che tale integrazione sia mancata, soprattutto grazie alla collaborazione degli colleghi dell'Accademia - cosicché sono stati inseriti in alcune mostre diversi studenti i cui nomi non figurano nel cartellone generale - ma sono tuttavia sorti alcuni problemi, e i margini di m,iglioramento sono, sotto questo rispetto, ampi. Assume così una particolare rilevanza la nostra tappa finale qui a Lizzano, posto che vi si concentrano esclusivamente opere eseguite da studenti del progetto Erásmus, selezionate, secondo quanto avevamo preliminarmente stabilito col Sindaco Novali, dalle due coordinatrici di tale progetto per l'Accademia di Botogna, prof.sse María Rita Bentini e Barbara Ceciliato, che rin- grazio per aver aderito alla proposta e per ta disponibilitá dimostrata. Quanto agli interventi realizzati nella 'Pineta' dai cinque giovani artisti, mi pare di capire, sulla base dei proggetti inclusi in questo catalogo, ch'essi partano da una comune considerazione 'dell'albero' come metafora (concreta) di un oggetto, o d´una corporietá, al tempo stesso presente ed assente, visibile (in teoria) dalt'alto al basso, e viceversa. I1 che mi fa ricordare un verso di Francis Ponge, che dice 'l´on ne peut sortir de l'arbre par des moyens d'arbre' ('Non si esce dall'albero con i mezzi dell'albero'). Nel senso che tali interventi mirano ad una formalizzazione del 'dato' naturale nella prospettiva di una sua trasformazione 'ironica', di un 'uscita', che peró risulti compatibile con la natura (permanente) che in quel 'dato' s'esprime. Si tratta, insomma di alterarne le proporzioni; di creare l'albero in una dimensione - letteralmente - elementare, che attiva un gioco di rimandi formali estesi dalla corteccia (immobile e presente), da cui sbuca una mano, alla manipolabilitá del legno (il mobile, osservato dal basso, che é l'albero assente), fino al simulacro detl'atbero posto accanto all'albero vero e propio, o al suo disegno. E il gioco potrebbe continuare all'infinito, poiché in questa dimensione, 'ironica' appunto, si é posti nella posizione ontologica 'a fisarmonica' di Gulliver, che suggeriamo ai visitatori della mostra di tenere idealmente presente - poiché, in veritá, quando ci si mette sulla via del gioco intellettuale "nadie sabe qué es lo pequeño y qué lo enorme" ('nessuno sa quello che é piccolo e quel che é grande'), per dirla in conclusione con il poeta spagnoto José Hierro. Vada dunque a tutti i partecipanti a questa iniciativa un saluto piccolo e grande, in sintonia con lo spirito piccolo e grande - consapevole cioé dei propi limiti ma del pari di occuparli interamente - col quale abbiamo condotto, e speriamo ci sia dato ancora di condurre in futuro, questa bella e nuova esperanza intitolata 'Arte in Comune/Comuni in Arte'. Roberto Cresti ( texto traducido al español) "PROGETTO ERASMUS". L`Accademia di Belle Arti di Bologna e l'Europa. Una precisa idea europea dell'arte, unita ad un qualche spirito d'aventura, é all'origine dell'adesione al Progetto Erasmus, nel 1989, de[I'Accademia di Belle Arti di Botogna, la prima tra le Accademie italiane a prendere parte ad un disegno di integrazione europea per la formazione universitaria come L'Erasmus, che il Parlamento Europeo volle per i[ quinquennio 1989-1994 e poi prolungò di un anno (it progetto, giunto propio ora a con- clusione, avrá un sequito col nuovo Socrates). Un 'azzardo' fecondo, perché grazie áll'Erasmus, le Accademie di Belle Arti hanno attinto dall' Europa quello spazio che ad esse compete accanto alle Universitá in quanto Istituzioni d'Alta Cultura - il prezioso referente comune é infatti L'Agenzia Nazionate del Ministero dell'Universitá e della Ricerca Scientifica -, ma che ancora attendono da un progetto di riforma adeguato. Ma ottre é attraverso i limiti della condizione istituzionale, che mette a dura prova soprattutto chi cerca di interesse una dimensione europea del fare e dell'insegnare arte, L'esperienza del Progetto Erasmus é cresciuta nel tempo. Da allora, per generosa collaborazione di pochi docenti, altre Accademie italiane hanno aderito, numerose, a questo progetto che te affianca alle istituzioni artistiche di grado universitario in tutta Europá: Milano, Torino, Venezia, Genova, Firenze, Carrara, Ravenna, Urbino, Perugia, Roma, Viterbo, Napoli, Sassari. Anni in cui si sono moltiplicati i rapporti, in un confronto sempre ricco e imprevedibite che la struttura a 'reti' dell'Erasmus ha favorito. L`Europa delle 'belle arti' si é in tal modo composta virtualmente, anche e soprattutto nella conoscenza delle diversitá (meglio: nel riconoscimento possibile di questa diversitá, da sentire quale 'identitá europea'). Diversitá di tramandi, di linguaggi, di strutture anche. Per Bologna soprattutto che, grazie alle borse di studio Erasmus, ha inviato (e ricevuto) studenti nelle Facoltá di Bette Arti spagnole, nelle Ecole des Beaux Artes francesi, nelle Hogeschool di Lingua olandese, tedesca, 'o in altre ancora; che ha permesso ad alcuni professori di insegnare per un certo periodo all'estero (Graziano Pompili a Bristol, Margareth Dorigatti a Berlino), ricevendo, nel contempo, colleghi europei. Nell'A.A. 1995/96 oltre trentacinque studenti si sono mossi da Bologna per trascorrere un periodo di studio all'estero (da tre a sei mesi), dove sará per loro possibile sostenere esami, padroneggiare un'altra lingua, arricchire il proprio curdculum artístico. Due di essi hanno ora preso parte ad un workshop a Delfi, al lavoro sull'idea de[ nuovo millennio insieme a quindici studenti di varia nazionalitá, che dará vita ad una mostra itinerante in cittá d'Europa. Altrettante presenze sono passate nelle aule di questa Accademia, giunte da quasi venti Accademie/Universitá di diversi paesi europei. Hanno imparato, soprattutto, vivendo in una cittá come Bologna, muovendosi spesso per confrontarsi con la ricchezza dett'arte italiana Da questo crogiuolo di differenze-alteritá sentite come possibilitá di incontro (dunque: 'Europa') sono stati attinti i cinque gioyani artisti presenti in mostra. Maria Rita Bentini La Prof.ssa Maria Rita Bentini, assistente di Storia dett'Arte, é coordinatrice Erasmus dal 1993. Ha curato scambi con Atene, Coimbra (E), Granada, Londra, Loughborough (UK), Parigi, Madrid, Reyjavik, Skelleftea (S), Utrecht. Tiene i rapporti con l'Agenzia Nazionale Socrates-Erasmus del MURST, a Roma. La Prof.ssa Maria Barbara Ceciliato, assistente di Anatomia Artistica, é coordinatrice Erasmus dal 1995. Sono a sua cura gli scambi con Barcellona, Bilbao, Bristol, Bertino, Linz, Marsiglia, Rotterdam, S'Hertogenbosc (NL), Strasburgo, Zurigo. |